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Chak De Bachche's Profile :
 

Chak De Bachche was an Indian Television children’s singing and dancing competition. The show got started on March 28, 2008 on 9X Entertainment Television channel. It was hosted by Roshni Chopra, an Indian Television actress and Manoj Tiwari, a Bhojpuri singer and actor.

Raveena Tandon, an Indian film actress, Ganesh Acharya, a Bollywood dance chorographer and Salim and Sulaiman, the well-known Indian music directors were the judges who mentored the kids on their singing and dancing abilities.

The show displayed real talent from across India and offered young kids a stage to exhibit their hidden talents to the world. It also served as a platform for the kids to let people know about their aptitude in the field of music and dance.

Auditions were held in different cities of India such as Ahmedabad, Varanasi, Indore, Raipur, Mumbai, Kolkata, Delhi, Jaipur etc. from February 11, 2008 to March 08, 2008. 24 kids (aged between 8 and 14) were selected from all over the country through auditions. The kids were divided into two groups, Bade Shaher Ke Metro Rockers and Chhote Shaher Ke Desi Dhurandhars. Bade Shaher Ke Metro Rockers consisted of kids from the metro cities while Chhote Shaher Ke Desi Dhurandhars consisted of kids from the small towns. Six pairs / jodis were made in both the groups.

The Jodis were as follows:
 
Bade Shehar Ke Metro Rockers
 
Varun & Loria
(First Runner-Up)
Rudraksh & Nidhi
(Eliminated on July 18, 2008)
Alpansh & Debolina
(Eliminated on June 27, 2008)
Tamojit & Rishika
(Eliminated on June 13, 2008)
Vaibhav & Hargun
(Eliminated on June 06, 2008)
Kushal & Ketkee
(Eliminated on May 09, 2008)
Rohan & Pooja
(Eliminated on May 02, 2008)
   
   
Chhote Shehar Ke Desi Dhurandhars
 
Deepak & Nishtha
(Winner)
Aman & Mansi
(Eliminated on July 11, 2008)
Abhishek & Tanu
(Eliminated on July 04, 2008)
Rik & Nemisha
(Eliminated on June 27, 2008)
Areeb & Prabhjot
(Eliminated on May 30, 2008)
Shubham & Rupali
(Eliminated on May 16, 2008)
Shazad & Sreejoni
(Eliminated on April 25, 2008)
   

A happy card round was held on June 21, 2008. The eliminated jodis - Shubham Saverni & Rupali Jagga, Areeb Khan Niyazi & Prabhjot Kaur, Abhishek Daniel & Tanu Srivastava, Vaibhav Hanshu & Hargun Kaur and Tamojit Dasgupta & Rishika Sawant competed against each other in order to re-enter the main competition.

Two new jodis - Rik Vasu & Nemisha Deb and Alpansh Banerjee & Debolina Halder were also introduced in the show on June 21, 2008. Abhishek Daniel & Tanu Srivastava returned to the main contest through a wild card entry on June 27, 2008. They were finally eliminated on July 04, 2008.

After several rounds of performances, 2 finalists were selected, Deepak & Nishtha and Varun & Loria.

The Grand Finale was held on August 02, 2008. Yuvraj Singh and Mahendra Singh Dhoni were the chief guests. Deepak & Nishtha (Jodi No.11) were declared the winner of Chak De Bachche.


Click the following link to visit the official website of Chak De Bachche :
http://9xtv.in/CDB/


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Chak De Bachche
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Friday, Mar. 12, 2010 (IST)
 
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 Last Comment    : 213 days ago
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S h a r e   O u r   B o o k m a r k
catherine (Argentina)
213 days ago ( 2009-08-11 01:25:21 )
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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susanna (Belize)
213 days ago ( 2009-08-11 01:23:32 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento"
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

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sherita (Austria)
226 days ago ( 2009-07-28 19:41:51 )
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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benice (Botswana)
226 days ago ( 2009-07-28 19:39:26 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento"
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

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Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!


La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

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commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

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pooja (Bouvet Island)
226 days ago ( 2009-07-28 19:36:51 )
filologico: allestire spogli o anzi glossari
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario


La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!




dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.


filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

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Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


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Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

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Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto c

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rita (Brazil)
226 days ago ( 2009-07-28 19:31:35 )
filologico: allestire spogli o anzi glossari
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.


filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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sansoa (Barbados)
226 days ago ( 2009-07-28 19:29:02 )
filologico: allestire spogli o anzi glossari
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

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tomiko (Benin)
226 days ago ( 2009-07-28 19:27:30 )
filologico: allestire spogli o anzi glossari
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.


Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail



Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

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senorita (Azerbaijan)
226 days ago ( 2009-07-28 19:25:11 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento"
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.

Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.

Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.

A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:

sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.

Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.

Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali.

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komal (Belarus)
243 days ago ( 2009-07-12 00:23:11 )
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.

Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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rabyah (Croatia)
243 days ago ( 2009-07-12 00:21:56 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

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NAZIFAH (Azerbaijan)
243 days ago ( 2009-07-11 20:02:18 )
Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla
Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.

Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.

Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí. Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.

Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.

Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge.

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SAMYA (Benin)
243 days ago ( 2009-07-11 20:00:47 )
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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shifali (Dominica)
243 days ago ( 2009-07-11 19:59:41 )
Sono passati ormai quarant'anni: se da un
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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suresh (Cambodia)
243 days ago ( 2009-07-11 19:58:21 )
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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malika (Djibouti)
243 days ago ( 2009-07-11 19:57:01 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo accoglie
La Banca Dati Telematica "Nuovo accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

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manisha (Bulgaria)
243 days ago ( 2009-07-11 19:55:36 )
Sono passati ormai quarant'anni: se da un
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

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rani (Greece)
243 days ago ( 2009-07-11 19:48:56 )
filologico: allestire spogli o anzi glossari
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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senorita bagllei (El Salvador)
243 days ago ( 2009-07-11 19:23:06 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

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mevish (Bolivia)
243 days ago ( 2009-07-11 19:19:05 )
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

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SUNAINA BEGUM (Afghanistan)
243 days ago ( 2009-07-11 19:16:18 )
È in quel computer che si deve trovare
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

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samya (Colombia)
243 days ago ( 2009-07-11 19:14:52 )
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

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aneesa khan (Djibouti)
253 days ago ( 2009-07-02 00:26:06 )
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.

Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain

Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain

Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn


Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la .

Se l'arcivescovo di Constantinopoli si disarcivescoviscostantino polizzasse, vi disarcivescoviscostantino pollizzereste come si è disarcivescoviscostantino polizzato lui?


"Tigre contro tigre"

Per te il prete perse trenta denti dentro un antro


Dietro il palazzo c'è un povero cane pazzo. Date un tozzo di pane a quel povero pazzo cane.

Apelle figlio di Apollo fece una palle di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla a vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo

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humairah (Argentina)
253 days ago ( 2009-07-02 00:23:53 )
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronailDepuis quand avez-vous votre ordinateur ?

mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge....

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naema (Malaysia)
253 days ago ( 2009-07-02 00:21:59 )
Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim
Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim rim an seo ann an cruth pdf. Faodar an leughadh air-loidhne, no leth-bhreac a chlò-bhualadh le bhith a' bruthadh putan làimh dheis na luchaig air na facail 'Notaichean Tidseir' ri taobh tiotal gach prògraim. Airson a' sàbhaladh feumaidh sibh bruthadh putan deas na luchaig air a' cheangal, agusSono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

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fiza (France)
253 days ago ( 2009-07-02 00:16:57 )
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.

Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.

Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.

A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:

sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.

Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.

Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali.

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noorjahan (Ecuador)
253 days ago ( 2009-07-02 00:14:16 )
La Banca Dati Telematica
La Banca Dati Telematica accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

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ELIZA (Belize)
253 days ago ( 2009-07-01 23:41:26 )
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.

Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain

Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain

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aishwariya (India)
254 days ago ( 2009-07-01 01:52:25 )
OYE I SPEAK HINDI TOO CAN YOU STOP THIS
OYE I SPEAK HINDI TOO CAN YOU STOP THIS NOINESENCES?PLES

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natasha (Russia)
254 days ago ( 2009-07-01 01:47:52 )
I NOT SPOKE CHINESE I SPEAK HINDI TOO
I NOT SPOKE CHINESE I SPEAK HINDI TOO

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SANAM (Greece)
254 days ago ( 2009-07-01 01:43:50 )
Can you translate the words to me
Can you translate the words to me i dont understand your languge i speak hindi not chinese!

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Naemi (Croatia)
254 days ago ( 2009-07-01 01:40:41 )
MALEEKA U R A WEIRDO!
MALEEKA U R A WEIRDO!

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Naemi (Croatia)
254 days ago ( 2009-07-01 01:36:24 )
U UGLY BITCH!
U UGLY BITCH WHO DO U THINK U R?

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Malika (Egypt)
254 days ago ( 2009-07-01 01:14:03 )
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

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senoriota (Aruba)
254 days ago ( 2009-07-01 01:11:21 )
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí Cuisle na beatha, . Cuisle na héigse, Scaoil cuisle na féile ann, chuisle mo chroí!
Seo chugat Cuisle, iris náisiúnta nua don chainteoir dúchais, don fhoghlaimeoir, don díograiseoir, don té atá fiosrach. Iris don fhocal beo. Iris duitse.




Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.

Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.

Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.

Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge.

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hakifah (Bahrain)
254 days ago ( 2009-07-01 01:09:31 )
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.

Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.

Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.

A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:

sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.

Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.

Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali.

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sajini (Bosnia and Herzegovina)
254 days ago ( 2009-07-01 01:07:19 )
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

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priya arora (Guernsey)
254 days ago ( 2009-07-01 01:04:04 )
my dear brother and sister,
my dear brother and sister,
i am priya from tagdi, ta:ghogha,di:bhavnagar State:gujrat
mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge....

vande matram................... .....

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Karishma (Bangladesh)
254 days ago ( 2009-07-01 01:00:24 )
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?

mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge....

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sandheshiya (Armenia)
254 days ago ( 2009-07-01 00:57:39 )
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?


Depuis combien de temps avez-vous votre ordinateur ?
Nous conduisions depuis deux heures,

quand j'ai proposé de prendre le volant




J'ai loué une voiture pendant une semaine. J'ai appris à conduire il y a deux ans.

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faweena (Belgium)
254 days ago ( 2009-06-30 23:00:13 )
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí Cuisle na beatha, . Cuisle na héigse, Scaoil cuisle na féile ann, chuisle mo chroí!
Seo chugat Cuisle, iris náisiúnta nua don chainteoir dúchais, don fhoghlaimeoir, don díograiseoir, don té atá fiosrach. Iris don fhocal beo. Iris duitse.




Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.

Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.

Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.

Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge.

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shifali (Austria)
254 days ago ( 2009-06-30 22:54:46 )
åÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä
åÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈ

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sandeshiya (Ireland)
254 days ago ( 2009-06-30 22:43:28 )
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?


Depuis combien de temps avez-vous votre ordinateur ?
Nous conduisions depuis deux heures,

quand j'ai proposé de prendre le volant




J'ai loué une voiture pendant une semaine. I rented a car for two weeks.
J'ai appris à conduire il y a deux ans.

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esha (Honduras)
254 days ago ( 2009-06-30 22:35:17 )
Jeg kan tale en lille smule dansk.
Jeg kan tale en lille smule dansk.
ikke kun godt


Vi vil gerne be om to
senge vinduespladser ting


Jeg vil gerne [cash] nogle rejsechecks.
tale købe indløse


Hvornår kører det næste København?
forår tog tal


. Drej til ved næste gadekryds.
højre venstre ret


5. Jeg vil gerne med mit kreditkort.
bekræfte betale spørge

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zaphira (Bouvet Island)
254 days ago ( 2009-06-30 22:32:07 )
Er der nogen tilstede, som kan tale engelsk?
Hvad hedder De?

Jeg hedder Karsten

Godmorgen. Kan De tale engelsk?



Det forstår jeg ikke. .

Hvad sagde De?

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Gianoretto (Benin)
255 days ago ( 2009-06-30 01:07:15 )
The newly formed party will be a challenge to the
The newly formed party will be a challenge to the traditional parties like DMK ,and ADMK and their allies.
If three cornered contests are going to happen in kongu region which has around 11-12 parliamentary constituencies namely
1.Coimbatore 2.Tirpuur 3.Pollaci 4.Nilgris 5.Erode 6.Namakkal
7.Karur 8.Dindigul 9.Dharmapuri 10.Salem 11.Kallakurichi 12.Krishnagiri, then
KNMP will have chances of winning inTirupur, Pollachi,Erode,and Namakkal segments and will secure considerable votes in Coimbatore,Nilgris,Karur, Dharmapuri and Salem.
If they are in an alliance with ADMK , for four or more seats then the AMDK combine will win in all the 12 seats as above

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BIanca (Anguilla)
255 days ago ( 2009-06-30 00:17:45 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" acco
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

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samarina (Bahamas)
255 days ago ( 2009-06-30 00:13:15 )
Potete ricercare una parola alla volta, immettendo
Potete ricercare una parola alla volta, immettendola nella casella. Potete effettuare ricerche su parole troncate utilizzando l'asterisco *.
NON e' possibile effettuare ricerche piu' complesse: se avete bisogno di ricerche piu' avanzate (ricerce di combinazioni di parole, di parole in rima ecc.) potete scaricare la versione offline del programma, molto piu' potente e sofisticata. Troverete ulteriori dettagli nella sezione Il '200 sul tuo Pc.

Parola da ricercare:
Visualizzo a pagine di occorrenze

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renooa (Cote dIvoire)
255 days ago ( 2009-06-30 00:11:24 )
A partire da questa base, si sono integrati i test
A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:

sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.

Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.

Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali.

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kanetto (Botswana)
255 days ago ( 2009-06-30 00:09:43 )
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.

Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.

Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.

A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:

sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.

Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.

Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali.

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fiona (Bhutan)
255 days ago ( 2009-06-30 00:07:44 )
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di
Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".

Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.

Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.

Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).

È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.

Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:

un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.

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senorita (Belize)
255 days ago ( 2009-06-30 00:06:05 )
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" acco
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.

Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".

Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.

Buona visita!

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priya arora (India)
255 days ago ( 2009-06-29 23:56:31 )
i want joining your singing academy
i want joining your singing academy
I want join your academy , I want to know procedure and all formalities class time etc.pls do the needfull..

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sukhjeet (Faroe Islands)
255 days ago ( 2009-06-29 23:50:00 )
tu samaji tu is tara asiyah noun
tu samaji tu is tara asiyah noun ye sab kuch nahi ke sakdi.... teri himaat kese hoi???? aagar tumhne kuch kaha asiyah noun.. tu dekhle mujhse buda nahi hoga!

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Naemi (Gambia)
255 days ago ( 2009-06-29 23:46:27 )
fav cuplee iz rudrashee n nidiee
fav cuplee iz rudrashee n nidiee so cutee blezee demee awwee bte dae sadee fing iz dei gotee owtee justee wntee 2ee saiee wtee ee prblemo y iz soo jelous of eedae ovaee groupee gettinee higheree markzo n jus makez'ee a fusee'

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sajnaya (Brunei Darussalam)
255 days ago ( 2009-06-29 23:41:11 )
pleasee votee 4 deepakk andd nisthaa
pleasee vottee 4 deepakk andd nisthaa theyy aree thee bestt singerss.

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tomiko (Montserrat)
255 days ago ( 2009-06-29 23:37:41 )
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.

Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain

Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain

Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn.

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tomiko (Montserrat)
255 days ago ( 2009-06-29 23:23:35 )
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.

Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain

Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain

Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn.

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fanico (Azerbaijan)
255 days ago ( 2009-06-29 23:14:30 )
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail

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soprano (Slovakia)
255 days ago ( 2009-06-29 23:11:54 )
Bidh Notaichean Tidseir airson
Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim rim faighinn an seo ann an cruth pdf. Faodar an leughadh air-loidhne, no leth-bhreac a chlò-bhualadh le bhith a' bruthadh putan làimh dheis na luchaig air na facail 'Notaichean Tidseir' ri taobh tiotal gach prògraim. Airson a' sàbhaladh feumaidh sibh bruthadh putan deas na luchaig air a' cheangal, agus

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Giulietta (Italy)
255 days ago ( 2009-06-29 23:04:01 )
Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la
Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la .

Se l'arcivescovo di Constantinopoli si disarcivescoviscostantino polizzasse, vi disarcivescoviscostantino pollizzereste come si è disarcivescoviscostantino polizzato lui?


"Tigre contro tigre"

Per te il prete perse trenta denti dentro un antro


Dietro il palazzo c'è un povero cane pazzo. Date un tozzo di pane a quel povero pazzo cane.

Apelle figlio di Apollo fece una palle di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla a vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo

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Van Dam (Hij Heeft Een Vrouw., Denmark)
255 days ago ( 2009-06-29 22:57:35 )
Hannie is geen jongen; zij is een
Hannie is geen jongen; zij is een
De Dijkstra's zijn op een vrijdagmorgen gearriveerd.

Hannie: Kijk Ma! Daar komt een vliegtuig! Misschien komt het uit Amerika.

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Piya (Bangladesh)
255 days ago ( 2009-06-29 22:49:04 )
Deepak &Nistha
Deepak &Nistha god luck for you you will win the show!

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samiya (Nigeria)
255 days ago ( 2009-06-29 22:38:57 )
my vote goes to deepak and nistha
my vote goes to deepak and nistha
THEY SING REALY WEL AND THEY ARE THE BEST!

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maryam (Switzerland)
299 days ago ( 2009-05-16 21:43:33 )
hiya maz!!!!!!!!
hiya man ma examz r finished i wana ask u 1 fing u know u sed u kitani mohabbat hai remember!!!!!
u know i waz watching it nd u know where arjun says dat he killed arohi after dat i cant find the episode so will u mind telling me wot happend next if u hav seen it!!
fanx
xxx

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maryam (United Kingdom)
300 days ago ( 2009-05-16 00:21:13 )
hey maryam
hey maryam hw r u? am fine i had an english exm on friday it ws ok lol anwayz hw r ur exms goin lol ? ive gt another exm in 2weeks tym lol wt about u? rply bk x

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maryam (Switzerland)
304 days ago ( 2009-05-11 23:13:20 )
hey maz!!!!!!!!
yh thank you very much for ur best wishes nd all the very best from me 2 for ur examz okaiiii!!!!!!!!
i wish u get da highest grades or wot evaa nd become wot evaaa u wont to do in life!!!!!!!!!!!
yes! i had an science exam in da morning nd an english tommorow!
gt a history one on friday!!!!!1
cyaaaaaaaaa aa
byeeeeeeeee
xxxxxxxx x
rply bck

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maryam (United Kingdom)
304 days ago ( 2009-05-11 21:53:42 )
hey maryam yh i agree wid u lol
hey maryam yh i agree wid u lol ive seen dat epi wen arohi has fight wid dis girl lol its so funny! anway i gt an english exm on dis frday. Wish me all da best. i gt another exm in 3 weeks time! wt about u ? wt exms do u hav lol? do u have study leave? i dont have study leave. i wish u gud luck 4 yr exms! rply bkx

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Maryam (Switzerland)
305 days ago ( 2009-05-11 01:14:17 )
u know wot!!!!!!