| | | Chak De Bachche's Profile : | | |
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Chak
De Bachche was an Indian Television children’s singing and dancing
competition. The show got started on March 28, 2008
on 9X Entertainment Television channel. It was hosted by
Roshni Chopra,
an Indian Television actress and
Manoj Tiwari, a Bhojpuri singer and actor.
Raveena Tandon, an Indian film
actress,
Ganesh Acharya, a Bollywood dance chorographer and
Salim and Sulaiman, the well-known Indian
music directors were the judges who mentored the kids on their singing and
dancing abilities.
The show displayed real talent from across India
and offered young kids a stage to exhibit their hidden talents to the world.
It also served as a platform for the kids to let people know about their
aptitude in the field of music and dance.
Auditions were held in different cities of India
such as Ahmedabad, Varanasi, Indore, Raipur, Mumbai, Kolkata, Delhi, Jaipur etc. from
February 11, 2008 to March 08, 2008. 24 kids (aged between 8 and 14) were selected from all over the country through auditions. The kids
were divided into two groups, Bade Shaher Ke Metro Rockers and Chhote Shaher
Ke Desi Dhurandhars. Bade Shaher Ke Metro Rockers consisted of kids from the metro
cities while Chhote Shaher Ke Desi Dhurandhars consisted of kids from the small
towns. Six pairs / jodis were made in both the groups.
The Jodis were as follows:
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Bade Shehar Ke Metro Rockers |
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Chhote Shehar Ke Desi Dhurandhars |
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A happy card round was held on June 21, 2008.
The eliminated jodis -
Shubham Saverni
& Rupali Jagga,
Areeb Khan
Niyazi & Prabhjot Kaur,
Abhishek Daniel &
Tanu Srivastava,
Vaibhav Hanshu &
Hargun Kaur and
Tamojit
Dasgupta & Rishika Sawant competed against each other
in order to re-enter the main competition.
Two new jodis -
Rik Vasu & Nemisha Deb and
Alpansh Banerjee &
Debolina Halder were also introduced in the show on June 21,
2008.
Abhishek Daniel &
Tanu Srivastava returned to the main contest through a
wild card entry on June 27, 2008. They were finally eliminated on July 04,
2008.
After several rounds of performances, 2 finalists were selected,
Deepak &
Nishtha and
Varun & Loria.
The Grand Finale was held on August 02, 2008.
Yuvraj Singh and
Mahendra Singh Dhoni were the chief guests.
Deepak &
Nishtha (Jodi No.11) were declared the winner of Chak De
Bachche. |
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Click the following link to visit the official website of Chak De Bachche :
http://9xtv.in/CDB/
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|  |  | | Thursday, Sep. 2, 2010 (IST) |  |  | |  | Visitors' comments on Chak De Bachche forum | | Total Comments : 435 Last Comment : 100 days ago | [ Add Your Comment ] | | | S h a r e O u r B o o k m a r k |  | | | catherine (Argentina) | | 1 year ago ( 2009-08-11 01:25:21 ) | | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa). | | | susanna (Belize) | | 1 year ago ( 2009-08-11 01:23:32 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | sherita (Austria) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:41:51 ) | | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa). | | | benice (Botswana) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:39:26 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!
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commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
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La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | pooja (Bouvet Island) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:36:51 ) | | filologico: allestire spogli o anzi glossari | filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario
La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!
dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
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filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
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Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto c | | | rita (Brazil) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:31:35 ) | | filologico: allestire spogli o anzi glossari | filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
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Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
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Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
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Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto progra | | | sansoa (Barbados) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:29:02 ) | | filologico: allestire spogli o anzi glossari | filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili. | | | tomiko (Benin) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:27:30 ) | | filologico: allestire spogli o anzi glossari | filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili. | | | senorita (Azerbaijan) | | 1 year ago ( 2009-07-28 19:25:11 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita!
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.
Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.
Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.
A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:
sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.
Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.
Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali. | | | komal (Belarus) | | 1 year ago ( 2009-07-12 00:23:11 ) | | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.
Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | rabyah (Croatia) | | 1 year ago ( 2009-07-12 00:21:56 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | NAZIFAH (Azerbaijan) | | 1 year ago ( 2009-07-11 20:02:18 ) | | Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla | Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.
Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.
Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí. Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.
Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.
Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge. | | | SAMYA (Benin) | | 1 year ago ( 2009-07-11 20:00:47 ) | | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | shifali (Dominica) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:59:41 ) | | Sono passati ormai quarant'anni: se da un | Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | suresh (Cambodia) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:58:21 ) | | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace | Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | malika (Djibouti) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:57:01 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo accoglie | La Banca Dati Telematica "Nuovo accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | manisha (Bulgaria) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:55:36 ) | | Sono passati ormai quarant'anni: se da un | Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca. | | | rani (Greece) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:48:56 ) | | filologico: allestire spogli o anzi glossari | filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | senorita bagllei (El Salvador) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:23:06 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri. | | | mevish (Bolivia) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:19:05 ) | | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer. | | | SUNAINA BEGUM (Afghanistan) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:16:18 ) | | È in quel computer che si deve trovare | È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca. | | | samya (Colombia) | | 1 year ago ( 2009-07-11 19:14:52 ) | | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa). | | | aneesa khan (Djibouti) | | 1 year ago ( 2009-07-02 00:26:06 ) | | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.
Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain
Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain
Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn
Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la .
Se l'arcivescovo di Constantinopoli si disarcivescoviscostantino polizzasse, vi disarcivescoviscostantino pollizzereste come si è disarcivescoviscostantino polizzato lui?
"Tigre contro tigre"
Per te il prete perse trenta denti dentro un antro
Dietro il palazzo c'è un povero cane pazzo. Date un tozzo di pane a quel povero pazzo cane.
Apelle figlio di Apollo fece una palle di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla a vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo | | | humairah (Argentina) | | 1 year ago ( 2009-07-02 00:23:53 ) | | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronailDepuis quand avez-vous votre ordinateur ?
mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge.... | | | naema (Malaysia) | | 1 year ago ( 2009-07-02 00:21:59 ) | | Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim | Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim rim an seo ann an cruth pdf. Faodar an leughadh air-loidhne, no leth-bhreac a chlò-bhualadh le bhith a' bruthadh putan làimh dheis na luchaig air na facail 'Notaichean Tidseir' ri taobh tiotal gach prògraim. Airson a' sàbhaladh feumaidh sibh bruthadh putan deas na luchaig air a' cheangal, agusSono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è: | | | fiza (France) | | 1 year ago ( 2009-07-02 00:16:57 ) | | Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere | Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.
Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.
Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.
A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:
sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.
Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.
Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali. | | | noorjahan (Ecuador) | | 1 year ago ( 2009-07-02 00:14:16 ) | | La Banca Dati Telematica | La Banca Dati Telematica accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | ELIZA (Belize) | | 1 year ago ( 2009-07-01 23:41:26 ) | | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.
Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca.
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain
Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain
Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn. | | | | SANAM (Greece) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:43:50 ) | | Can you translate the words to me | | Can you translate the words to me i dont understand your languge i speak hindi not chinese! | | | Naemi (Croatia) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:36:24 ) | | U UGLY BITCH! | | U UGLY BITCH WHO DO U THINK U R? | | | Malika (Egypt) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:14:03 ) | | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca. | | | senoriota (Aruba) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:11:21 ) | | Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí | Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí
Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí Cuisle na beatha, . Cuisle na héigse, Scaoil cuisle na féile ann, chuisle mo chroí!
Seo chugat Cuisle, iris náisiúnta nua don chainteoir dúchais, don fhoghlaimeoir, don díograiseoir, don té atá fiosrach. Iris don fhocal beo. Iris duitse.
Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.
Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.
Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.
Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge. | | | hakifah (Bahrain) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:09:31 ) | | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva
Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.
Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.
Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.
A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:
sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.
Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.
Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali. | | | sajini (Bosnia and Herzegovina) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:07:19 ) | | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva | Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca. | | | priya arora (Guernsey) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:04:04 ) | | my dear brother and sister, | my dear brother and sister,
i am priya from tagdi, ta:ghogha,di:bhavnagar State:gujrat
mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge....
vande matram................... ..... | | | Karishma (Bangladesh) | | 1 year ago ( 2009-07-01 01:00:24 ) | | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ? | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
mai aap sab ko ek baat kehta hu ki tum sab bade kismat wale ho lekin aap ne des mai kitne bachche yese hai ki jis mai telent hai par wo paiso ki kami se aage nahi badhpate lekin ye show yesa hai ki jismai sab ko moka milta hai. to aap sab bahu mahenat kar ke aage badho aur ye to aap ki sharuaat hai.ek din aap bhi nanha taare mai se sitaare bhanjayenge.... | | | sandheshiya (Armenia) | | 1 year ago ( 2009-07-01 00:57:39 ) | | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ? | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
Depuis combien de temps avez-vous votre ordinateur ?
Nous conduisions depuis deux heures,
quand j'ai proposé de prendre le volant
J'ai loué une voiture pendant une semaine. J'ai appris à conduire il y a deux ans. | | | faweena (Belgium) | | 1 year ago ( 2009-06-30 23:00:13 ) | | Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí | Cuisle, f. 1.. An fhuil ag rith trína chuislí Cuisle na beatha, . Cuisle na héigse, Scaoil cuisle na féile ann, chuisle mo chroí!
Seo chugat Cuisle, iris náisiúnta nua don chainteoir dúchais, don fhoghlaimeoir, don díograiseoir, don té atá fiosrach. Iris don fhocal beo. Iris duitse.
Iris náisiúnta í Cuisle, lonnaithe i gCasla, Conamara. Freastalaíonn sí ar chainteoirí Gaeilge ó Cheann Mhálanna go hOileán Cléire, ó Cheann Léime go Beann Éadair – agus ar lucht na Gaeilge i gcéin. Ar an mac léinn ar a bhealach chuig Féile Drámaíochta na gColáistí. Ar an tuismitheoir a bhfuil páiste aige ar Ghaelscoil Bhéal an Átha. Ar an gcainteoir dúchais atá ag obair i monarchan de chuid an Údaráis. Ar an bhfeidhmeannach gnó atá ag foghlaim na teanga as caiséid agus í greamaithe sa trácht ag Geataí Mhuirfean.
Triúr iriseoir chumasacha atá fostaithe aici – an t-eagarthóir, Uinsionn Mac Dubhghaill, a chuir faobhar ar an gcolún Tuarascáil san Irish Times tráth, Diarmuid Johnson, agus Dearbhla Ní Lúbaigh. Is í Mary Ellen Ní Chualáin an riarthóir.
Chomh maith leis sin, beidh painéal scríbhneoirí ag soláthar di go rialta nó ó am go chéile – leithéidí Liam Ó Muirthile, Ríonach Uí Ógáin, Gearóid Ó Tuathaigh, Liam Mac Con Iomaire, Antaine Ó Faracháin, Máirtín Jamsie Ó Flaithearta, Natasha Fennell agus Rónán Mac Aodha Bhuí.
Iris dírithe ar a cuid léitheoirí atá inti, í curtha le chéile go gairmiúil le neart grianghrafanna agus dathanna. Neamhspleách ar aon eagraíocht, tugann sí léargas neamhchlaonta, ionraic agus dúshlánach duit ar imeachtaí na tíre agus ar shaol na Gaeilge. | | | shifali (Austria) | | 1 year ago ( 2009-06-30 22:54:46 ) | | åÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä | | åÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈåÑ åãÌäÓ Ï Îá åãÌäÓ ÓÑå Ìæړېږí (ÑÍãÇä ÈÇÈ | | | sandeshiya (Ireland) | | 1 year ago ( 2009-06-30 22:43:28 ) | | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ? | Depuis quand avez-vous votre ordinateur ?
Depuis combien de temps avez-vous votre ordinateur ?
Nous conduisions depuis deux heures,
quand j'ai proposé de prendre le volant
J'ai loué une voiture pendant une semaine. I rented a car for two weeks.
J'ai appris à conduire il y a deux ans. | | | esha (Honduras) | | 1 year ago ( 2009-06-30 22:35:17 ) | | Jeg kan tale en lille smule dansk. | Jeg kan tale en lille smule dansk.
ikke kun godt
Vi vil gerne be om to
senge vinduespladser ting
Jeg vil gerne [cash] nogle rejsechecks.
tale købe indløse
Hvornår kører det næste København?
forår tog tal
. Drej til ved næste gadekryds.
højre venstre ret
5. Jeg vil gerne med mit kreditkort.
bekræfte betale spørge | | | | Gianoretto (Benin) | | 1 year ago ( 2009-06-30 01:07:15 ) | | The newly formed party will be a challenge to the | The newly formed party will be a challenge to the traditional parties like DMK ,and ADMK and their allies.
If three cornered contests are going to happen in kongu region which has around 11-12 parliamentary constituencies namely
1.Coimbatore 2.Tirpuur 3.Pollaci 4.Nilgris 5.Erode 6.Namakkal
7.Karur 8.Dindigul 9.Dharmapuri 10.Salem 11.Kallakurichi 12.Krishnagiri, then
KNMP will have chances of winning inTirupur, Pollachi,Erode,and Namakkal segments and will secure considerable votes in Coimbatore,Nilgris,Karur, Dharmapuri and Salem.
If they are in an alliance with ADMK , for four or more seats then the AMDK combine will win in all the 12 seats as above | | | BIanca (Anguilla) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:17:45 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" acco | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | samarina (Bahamas) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:13:15 ) | | Potete ricercare una parola alla volta, immettendo | Potete ricercare una parola alla volta, immettendola nella casella. Potete effettuare ricerche su parole troncate utilizzando l'asterisco *.
NON e' possibile effettuare ricerche piu' complesse: se avete bisogno di ricerche piu' avanzate (ricerce di combinazioni di parole, di parole in rima ecc.) potete scaricare la versione offline del programma, molto piu' potente e sofisticata. Troverete ulteriori dettagli nella sezione Il '200 sul tuo Pc.
Parola da ricercare:
Visualizzo a pagine di occorrenze | | | | renooa (Cote dIvoire) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:11:24 ) | | A partire da questa base, si sono integrati i test | A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:
sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.
Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.
Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali. | | | kanetto (Botswana) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:09:43 ) | | Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere | Una raccolta di questa ampiezza non poteva avere alcuna pretesa di criticità: basti pensare al fatto che i testi sono stati tratti da edizioni che spaziano per oltre un secolo: i criteri editoriali, le filosofie dell'intervento testuale, persino le convenzioni tipografiche presentavano ogni differenza immaginabile.
Il solo tentativo che si è fatto è stato quello di uniformare tipograficamente i testi; altri interventi avrebbero certamente costituito un'impresa improponibile.
Nel raccogliere questi testi non si poteva non partire dall'edizione dei Poeti del Duecento a cura di Gianfranco Contini e dei suoi numerosi collaboratori, ed è quest'opera che dà in un certo senso uno scheletro alla raccolta effettuata.
A partire da questa base, si sono integrati i testi in base a questi criteri:
sostituendo quei testi di cui esistano edizioni migliori più recenti;
arricchendo le parti non complete;
aggiungendo alcune sezioni particolarmente trascurate.
Questo approccio semplicistico mi è sembrato giustificato in base ad una semplicissima considerazione: questa non è un'edizione, e neppure un libro da leggere: è uno strumento di ricerca.
Come edizione, sarebbe una pessima edizione, ma come strumento di ricerca funziona e permette di effettuare ricerche completamente impensabili con metodi convenzionali. | | | fiona (Bhutan) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:07:44 ) | | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di | Non c'è che da cominciare a preparare un po' di schede perforate per il nostro 'robot' filologico: allestire spogli o anzi glossari completi di più testi o autori che si possa, anche di breve respiro. Come già mi accadde di suggerire altra volta, io vi esorto alle Concordanze".
Con queste parole Gianfranco Contini chiudeva nel 1960 la sua relazione al Convegno di Studi di Filologia Italiana nel Centenario dellla Commissione per i Testi in Lingua, relazione poi pubblicata come Esperienze di un antologista del Duecento poetico italiano. Fatte le opportune sostituzioni di termini tecnici, queste parole restano valide a tutt'oggi.
Sono passati ormai quarant'anni: se da un lato si sono visti lodevoli e rigorosi progetti in tal senso, mi sembra che da qualche punto di vista si sia rimasti tragicamente indietro. Si sono fatte sì concordanze e archivi testuali spesso di ottimo livello, ma il loro uso è ancora un po' collegato all'informatica degli anni '60-'70; dell'informatica, per intendersi, che usava prima dell'avvento dei personal computer.
Oggi, sulla scrivania di ciascuno di noi giace inutilizzato un elaboratore di una potenza assolutamente inconcepibile in quegli anni lontani (quando dico "inutilizzato" intendo dire "utilizzato solo come elaboratore testi": tenuto conto dele macchine attuali, dal punto di vista delle potenzialità elaborative è quasi la stessa cosa).
È in quel computer che si deve trovare la "Concordanza" a cui invitava il Contini; a portata di mano e di tasca per ogni studioso - anche minimo - che si muova nel campo. A portata di tasca, ci tengo a dirlo, perché purtroppo si sono visti stupendi prodotti di questo genere bloccati sul nascere da un prezzo al pubblico che ne rendeva pensabile l'acquisto solo da parte di istituzioni, biblioteche e simili.
Da queste considerazioni nasce questo mio modestissimo contributo. Se dovessi definirlo il più brevemente possibile, lo chiamerei il frutto degli sforzi isolati di un programmatore appassionato della poesia del Duecento. Questa "rubrica", a ben vedere, può da sola servire come manifesto programmatico e come inquadramento del mio Repertorio. Lo inquadra dal punto di vista del metodo, che spesso -e con incoscienza- finge di ignorare le spaventose questioni critiche che rimangono da affrontare nel campo della poesia del Duecento. Lo inquadra dal punto di vista retorico, dato che chi volesse trovare qui i fondamenti di una poetica ipertestuale rimarrebbe tristemente a bocca asciutta. Questo non è:
un ipertesto
uno studio critico
uno strumento per una lettura, nuova o vecchia che sia.
Questo è semplicemente uno strumento di ricerca. | | | senorita (Belize) | | 1 year ago ( 2009-06-30 00:06:05 ) | | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" acco | La Banca Dati Telematica "Nuovo Rinascimento" accoglie testi elettronici di opere di autori italiani, saggi, bibliografie, materiali didattici e materiali informatici in generale, pertinenti alla storia e all'attualità della letteratura e della cultura italiana. I dati sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, utilizzarli, diffonderli a fini di lettura e di studio. È proibito farne qualsiasi uso di tipo
commerciale. Starà alla correttezza di chi faIl Duecento è un archivio che raccoglie testi della poesia italiana antica, del periodo che va dalle origini fino a Dante. Nel corso degli ultimi anni, ho raccolto un grande corpus testuale, probabilmente il più grande archivio del genere, e comunque l'unico disponibile in rete.
Utilizzando il menu sulla sinistra, potete effettuare ricerche nei testi, scorrere le opere di tutti gli autori classificati per scuole poetiche, ed avere informazioni sulla versione offline dell'archivio, che potete scaricare ed eseguire sul vostro PC.ccia un uso legittimo dei dati indicarne la fonte.Ad appassionati e curiosi consiglio una visita alla sezione "La critica" dove, attorno a una antologia della critica letteraria sto creando un piccolo ipertesto sulla poesia del Duecento, utile per chi non conosce troppo bene l'argomento e vorrebbe una piccola "visita guidata".
Per la cronaca, segnalo che l'archivio comprende oggi quasi 200 autori tra maggiori, minori e minimi, per un totale approssimativo di 2.400 opere, 85.000 versi, 350.000 parole 3.000.000 di caratteri.
Buona visita! | | | priya arora (India) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:56:31 ) | | i want joining your singing academy | i want joining your singing academy
I want join your academy , I want to know procedure and all formalities class time etc.pls do the needfull.. | | | sukhjeet (Faroe Islands) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:50:00 ) | | tu samaji tu is tara asiyah noun | | tu samaji tu is tara asiyah noun ye sab kuch nahi ke sakdi.... teri himaat kese hoi???? aagar tumhne kuch kaha asiyah noun.. tu dekhle mujhse buda nahi hoga! | | | Naemi (Gambia) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:46:27 ) | | fav cuplee iz rudrashee n nidiee | | fav cuplee iz rudrashee n nidiee so cutee blezee demee awwee bte dae sadee fing iz dei gotee owtee justee wntee 2ee saiee wtee ee prblemo y iz soo jelous of eedae ovaee groupee gettinee higheree markzo n jus makez'ee a fusee' | | | tomiko (Montserrat) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:37:41 ) | | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.
Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain
Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain
Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn. | | | tomiko (Montserrat) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:23:35 ) | | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai | Chuaigh daltaí bunscoile agus meánscoile i mbun ai
Tá trí scoil ag dul ar aghaidh go dtí an Fhéile Chúige Uladh. Is iad sin Bunscoil Phobal Feirste, Bunscoil an tSléibhe Dhuibh agus Gaelscoil na bhFál.
Comórtas 4 - Bunscoil an tSléibhe Dhuibh
Comórtas 6 - Scoil na Fuiseoige
Comórtas 9 - Bunscoil Mhic Reachtain
Duais Spesialta an Mholtóra - Bunscoil Mhic Reachtain
Féile Uladh: 10-11Márta, Amharclann an Ghrianáin, Leitir Ceanainn. | | | fanico (Azerbaijan) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:14:30 ) | | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig | | Tha mòran fiosrachadh mun Ghàidhlig ri lorg air an làraich seo le iomadach ceangal ri lorg gu làraich-lìn co-cheangailte ris a' chànan. Thoir ùine gus sùil a thoirt tro na duileagan.'S e Buidheann Phoblach Neo-Roinneil a tha ann am Bòrd na Gàidhlig a tha stèidhichte le, agus cunntachail do, Mhinistearan na h-Alba. Bidh uallach air Bòrd na Gàidhlig airson stiùireadh iomlan is riaghladh Plana Nàiseanta na Gàidhlig.Thathas a' sgrùdadh gach làrach a th' air an liostadh gu riaghailteach. Ach, air sgàth nàdar caochlaideach na h-eadar-lìon 's dòcha gun do dh'atharraich làraich bho thadhal sinn orra. Chan eil uallach air a' BhBC airson na tha air làraich-lìn eile. Cuidichidh tu a' cumail inbheachd làrach-lìn ma chuireas tu fios thugainn mu làraich a tha mì-thaitneach no cronail | | | soprano (Slovakia) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:11:54 ) | | Bidh Notaichean Tidseir airson | | Bidh Notaichean Tidseir airson gach prògraim rim faighinn an seo ann an cruth pdf. Faodar an leughadh air-loidhne, no leth-bhreac a chlò-bhualadh le bhith a' bruthadh putan làimh dheis na luchaig air na facail 'Notaichean Tidseir' ri taobh tiotal gach prògraim. Airson a' sàbhaladh feumaidh sibh bruthadh putan deas na luchaig air a' cheangal, agus | | | Giulietta (Italy) | | 1 year ago ( 2009-06-29 23:04:01 ) | | Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la | Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la .
Se l'arcivescovo di Constantinopoli si disarcivescoviscostantino polizzasse, vi disarcivescoviscostantino pollizzereste come si è disarcivescoviscostantino polizzato lui?
"Tigre contro tigre"
Per te il prete perse trenta denti dentro un antro
Dietro il palazzo c'è un povero cane pazzo. Date un tozzo di pane a quel povero pazzo cane.
Apelle figlio di Apollo fece una palle di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla a vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo | | | Van Dam (Hij Heeft Een Vrouw., Denmark) | | 1 year ago ( 2009-06-29 22:57:35 ) | | Hannie is geen jongen; zij is een | Hannie is geen jongen; zij is een
De Dijkstra's zijn op een vrijdagmorgen gearriveerd.
Hannie: Kijk Ma! Daar komt een vliegtuig! Misschien komt het uit Amerika. | | | Piya (Bangladesh) | | 1 year ago ( 2009-06-29 22:49:04 ) | | Deepak &Nistha | | Deepak &Nistha god luck for you you will win the show! | | | maryam (Switzerland) | | 1 year ago ( 2009-05-16 21:43:33 ) | | hiya maz!!!!!!!! | hiya man ma examz r finished i wana ask u 1 fing u know u sed u kitani mohabbat hai remember!!!!!
u know i waz watching it nd u know where arjun says dat he killed arohi after dat i cant find the episode so will u mind telling me wot happend next if u hav seen it!!
fanx
xxx | | | maryam (United Kingdom) | | 1 year ago ( 2009-05-16 00:21:13 ) | | hey maryam | | hey maryam hw r u? am fine i had an english exm on friday it ws ok lol anwayz hw r ur exms goin lol ? ive gt another exm in 2weeks tym lol wt about u? rply bk x | | | maryam (Switzerland) | | 1 year ago ( 2009-05-11 23:13:20 ) | | hey maz!!!!!!!! | yh thank you very much for ur best wishes nd all the very best from me 2 for ur examz okaiiii!!!!!!!!
i wish u get da highest grades or wot evaa nd become wot evaaa u wont to do in life!!!!!!!!!!!
yes! i had an science exam in da morning nd an english tommorow!
gt a history one on friday!!!!!1
cyaaaaaaaaa aa
byeeeeeeeee
xxxxxxxx x
rply bck | | | maryam | | |